{"id":161,"date":"2023-07-24T16:31:31","date_gmt":"2023-07-24T14:31:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.euridicedigitale.it\/?p=161"},"modified":"2023-10-04T16:32:12","modified_gmt":"2023-10-04T14:32:12","slug":"tra-thanatos-e-immortalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.euridicedigitale.it\/?p=161","title":{"rendered":"TRA THANATOS E IMMORTALITA\u2019"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo in una societ\u00e0 ormai completamente intrisa di digitale, un elemento centrale che ha cambiato sia la nostra realt\u00e0 che le rappresentazioni di essa. Da questo nuovo elemento chiave della societ\u00e0 emergono inoltre nuovi spazi e nuovi tempi che superano le categorie tanto della realt\u00e0 quanto della giurisprudenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma facciamo un passo indietro. Che cos\u2019\u00e8 la morte? Per Omero, padre della letteratura greca, <em>Thanatos<\/em>, la divinit\u00e0 che personificava la morte, era il fratello di <em>Ipnos<\/em>, il sonno, mentre per Esiodo, \u00e8 il figlio di <em>Nyx<\/em>, la notte (la morte in greco \u00e8 maschile). Che si dia credito all\u2019una o all\u2019altra versione (o financo ad entrambe) per gli antichi greci la morte \u00e8 associata al buio; inoltre vive in un mondo sotterraneo e sorprende i mortali quando sale in superficie a reclamarli. Il concetto di morte associato all\u2019imprevedibilit\u00e0 \u00e8 invero tipico di tutta la storia dell\u2019Occidente dalle prime fonti scritte al Secondo Dopoguerra. \u201cChi vuol esser lieto sia, di doman non c\u2019\u00e8 certezza\u201d scriveva Lorenzo de\u2019 Medici nel periodo della riscoperta dei classici ed il <em>Memento Mori <\/em>( che potremmo tradurre come \u201cricordati che devi morire\u201d), \u00e8 un vero e proprio topos all\u2019interno della produzione artistica occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019avanzamento tecnologico degli ultimi 70 anni \u00e8 cambiato tutto. La morte non \u00e8 pi\u00f9 improvvisa, ma \u00e8 preceduta da uno stato, spesso lungo e penoso, di malattia che taluni studiosi hanno ribattezzato \u201cfine vita\u201d, istituendo una vera e propria fase della vita successiva alla vecchiaia. Da homo sapiens siamo divenuti \u201cTecnosapiens\u201d, e l\u2019aspirazione all\u2019immortalit\u00e0, desiderio sempre quiescente nella coscienza umana, \u00e8 sulla cresta dell\u2019onda come mai prima, cullato dalle illusioni di un meta-mondo digitalizzato ed \u201ceterno\u201d.<br>Eppure non siamo ancora in grado di sfuggire alla morte, al pi\u00f9 possiamo ritardarla e per farlo ricorriamo a qualsiasi mezzo: la sopravvivenza \u00e8 l\u2019istinto prevalente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Per i greci la morte era una cosa seria, per i moderni altrettanto, per i contemporanei \u00e8 divenuta un fatto \u201ceconomico\u201d, materiale ma anche religioso e spirituale, da cui derivano immaginari e rappresentazioni complesse.<br>E quando non riescono a sconfiggerla la negano, la posticipano e la rimuovono. Ma alla fine Thanatos vince sempre e dal mondo della notte viene e coglie i mortali. Nonostante le rimozioni, le negazioni e il progredire veloce della scienza, che per quanto reificata resta comunque fallibile. Per definizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in una societ\u00e0 ormai completamente intrisa di digitale, un elemento centrale che ha cambiato sia la nostra realt\u00e0 che le rappresentazioni di essa. Da questo nuovo elemento chiave della societ\u00e0 emergono inoltre nuovi spazi e nuovi tempi che superano le categorie tanto della realt\u00e0 quanto della giurisprudenza. 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