{"id":173,"date":"2023-05-19T14:27:03","date_gmt":"2023-05-19T12:27:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.euridicedigitale.it\/?p=173"},"modified":"2023-10-13T14:30:59","modified_gmt":"2023-10-13T12:30:59","slug":"we-croak-un-memento-mori-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.euridicedigitale.it\/?p=173","title":{"rendered":"WE CROAK, UN MEMENTO MORI DIGITALE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Bhutan \u00e8 il Paese pi\u00f9 felice dell\u2019Asia e nei primi 10 al mondo secondo i dati raccolti da Business Week. Dovremmo quindi fidarci del loro detto che indica esplicitamente come una condizione necessaria a raggiungere la serenit\u00e0 e quindi la felicit\u00e0 il contemplare l\u2019idea di morte cinque volte al giorno (curioso notare che anche i tempi della preghiera monastica cristiana e dell\u2019Islam siano scanditi da cinque appuntamenti giornalieri).<br>Chi senza dubbio ha preso alla lettera queste parole sono gli sviluppatori dell\u2019applicazione WeCroak che nel 2018 hanno programmato un vero e proprio <em>memento mori <\/em>digitale che ci ricorda cinque volte al giorno che dovremo morire, sempre con la massima originalit\u00e0.<br>Certo questa attenzione verso la morte acquisisce in questo caso tutto un altro significato rispetto a quello che l\u2019Occidente le ha generalmente conferito. Il <em>memento mori<\/em> ha infatti origine nell\u2019antichit\u00e0 quando i generali vittoriosi dell\u2019antica Roma erano accolti in patria tra gli onori ma anche col motto \u201c<em>Respice post te. Hominem te memento<\/em>\u201d (&#8220;Guarda dietro a te. Ricordati che sei un uomo&#8221;). L\u2019apice della sua diffusione \u00e8 stata poi invece raggiunta durante il periodo barocco, un esempio sono le varie \u201cnature morte\u201d, quando questo concetto era utilizzato per rimarcare la fugacit\u00e0 del tempo e l\u2019immanenza del giudizio divino.<br>La societ\u00e0 dell\u2019Occidente contemporaneo post-positivista \u00e8 invece terrorizzata dall\u2019idea della morte, un evento ineluttabile e necessariamente drammatico contro il quale le meraviglie della scienza nulla possono, se non guadagnare un po\u2019 di tempo. Eppure la morte \u00e8 naturale ed \u00e8 una parte inscindibile ed essenziale della nostra vita. Limitarsi a rifuggire ogni pensiero che la riguardi non \u00e8 del tutto sano, ma in un certo qual modo \u00e8 normale: uno studio ha addirittura dimostrato che indurre il pensiero della morte in qualcuno molto probabilmente lo porter\u00e0 a divagare verso pensieri felici, aumentandone quindi in definitiva la serenit\u00e0. La morte ci aiuta a riflettere su quanto sia preziosa la nostra vita, ed in effetti non stupisce che ancora una volta sia un limite ad evidenziare l\u2019importanza di ci\u00f2 che \u00e8 limitato, un po\u2019 come quando si dice \u201cnon si conosce la vera importanza di una relazione finch\u00e9 questa non giunge alla termine\u201d.<br>Viviamo di stimoli e reazioni e la nostra reazione alla morte \u00e8 pensare alla vita, un concetto che diamo spaventosamente per scontato troppo spesso, finalmente come un dono. Viviamo in un\u2019epoca in cui c\u2019\u00e8 un\u2019app anche per ricordarci di gustare appieno ci\u00f2 che abbiamo; \u201cdi doman non c\u2019\u00e8 certezza\u201d, un tempo ce lo dicevano gli artisti, oggi anche questo compito \u00e8 affidato agli smartphone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Bhutan \u00e8 il Paese pi\u00f9 felice dell\u2019Asia e nei primi 10 al mondo secondo i dati raccolti da Business Week. 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